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News & Comunicati In Evidenza

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Primo Piano - Pollini, inquinamento e cambiamenti climatici mettono il turbo alle allergie

ISS 15 marzo 2017
[br[ Alcuni inquinanti atmosferici in combinazione con i cambiamenti climatici possono indurre nei pollini un aumento del loro potenziale allergenico, costituendo un rischio per la salute respiratoria. E’ questo il risultato di uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato di recente su Annals of Allergy, Asthma & Immunology. Gli autori hanno elaborato il concetto di potenziale allergico dei pollini (PAP) consistente in un punteggio (score) che tiene conto dei diversi parametri immunologici influenzati dalla presenza del polline nell’ambito di test in vivo (nel topo) o in vitro.
Lo studio - afferma Claudia Afferni, ricercatore del Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie e Immuno-mediate dell’ISS e autrice dello studio insieme con il Prof. Gennaro D’Amato - raccoglie per la prima volta dati che evidenziano gli effetti di alcuni inquinanti atmosferici, quali ozono, ossido nitrico, anidride carbonica e materiali particolati derivati da traffico veicolare, e alcuni stress climatici come disidratazione o repentine variazioni di temperatura e pressione atmosferica su pollini di piante allergeniche. L’analisi di questi dati rivela che molti inquinanti sono in grado di indurre nei pollini un aumento nella espressione di proteine allergeniche o di sostanze dotate di attività immunomodulatoria. Utilizzando il PAP come un ulteriore indicatore ambientale di rischio per la salute respiratoria si potrebbero individuare nuove soglie di inquinanti, rilevanti per la popolazione pediatrica predisposta geneticamente (bambini atopici).
Di particolare attualità risulta inoltre il dato che alcuni cambiamenti climatici possono aumentare molto rapidamente il rilascio di allergeni pollinici provocando casi improvvisi di asma allergico severo, la cosiddetta asma da tempesta.

Un caso molto recente di questo fenomeno è stato riportato dal giornale The Guardian che ha pubblicato lo scorso novembre la notizia di un’emergenza sanitaria senza precedenti. Circa 8.500 persone in due giorni si sono presentate in pronto soccorso con sintomi gravi di asma allergica a Melbourne in Australia. Sei di queste persone sono decedute in seguito ai sintomi non controllabili. Nell’articolo del The Guardian viene riportata una intervista al Prof. Gennaro D’Amato, il maggior esperto e studioso a livello mondiale di questo fenomeno. Come spiegato nell’intervista l’asma da tempesta sembra provocata dalla liberazione massiccia nell’aria di particelle submicroniche provviste di allergeni derivanti dai pollini. I pollini infatti vengono trascinati dalle forti correnti ascensionali delle tempeste, fino alla base delle nuvole dove il grado elevato di umidità determina la rottura del granulo e la fuoriuscita delle particelle submicroniche. Subito dopo tali particelle sono velocemente trascinate a livello del suolo dalle forti correnti discensionali delle stesse tempeste. A causa del piccolo diametro le particelle sub microniche penetrano più profondamente nei polmoni rispetto al polline intero e pertanto sono in grado di provocare più facilmente attacchi di asma nei soggetti allergici.
L’ Accademia Europea per le allergie e l’immunologia clinica (EAACI), stima che attualmente in Europa 30 milioni di individui tra bambini e giovani adulti di età inferiore ai 40 anni sono affetti da asma, con una prevalenza variabile nei diversi paesi europei tra 1% e 18% circa della popolazione generale. La stessa EAACI sostiene inoltre che tra meno di 15 anni più del 50% della intera popolazione europea soffrirà di qualche tipo di allergia.

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Comunicati stampa - CS N. 12/2017 - Giornata delle Malattie Rare 2017: Arte e salute nell’evento congiunto promosso dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS, UNIAMO FIMR onlus e Intergruppo Parlamentare per le Malattie Rare

Roma, 27 febbraio 2017 - Auletta dei gruppi parlamentari, Montecitorio

La malattia e l’arte sono legate da vincoli stretti, anzi possiamo dire che nessun artista è grande se non è un uomo malato: così provocatoriamente Vittorio Sgarbi, membro della Giuria della IX edizione del Concorso artistico-letterario Il Volo di Pègaso.

La Cerimonia di Premiazione del Concorso, moderata dalla giornalista Raffaella Salato, ha aperto l’evento congiunto organizzato dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità con Uniamo Federazione Italiana Malattie Rare onlus e l’Intergruppo Parlamentare per le Malattie Rare, per celebrare la X Giornata delle Malattie Rare (Rare Disease Day 2017) a Roma presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari.

Il Concorso, organizzato dal Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, è giunto quest’anno alla IX edizione, realizzata in collaborazione con l’Associazione senza scopo di lucroMatEr-Movie, Art, Technologies & Research e il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Il connubio arte e salute è stato declinato sapientemente dai membri della prestigiosa Giuria con personalità del mondo della letteratura e dell’arte: dal critico letterario Gian Paolo Serino, già ideatore del progetto Parole di Cuore, a Cesare Biasini Selvaggi, condirettore editoriale della Rivista Exibart, dal medico e scrittrice Maria Giovanna Luini e la storyteller Giovanna Conforto, a Vincenza Ferrara, storico dell’arte ed esperto di ICT.

Giuria presieduta dalla prof.ssa Maria Rita Parsi, Membro del Comitato Onu per i diritti dei fanciulli e Presidente della Fondazione Fabbrica della Pace e Movimento Bambino ONLUS, che ha sottolineato Ciò che è raro- perfino una malattia- è o può diventare prezioso. Ci vuole attenzione, ascolto, ricerca, competenza, condivisione, alleanza. Ci vuole informazione e formazione. Ci vuole il rispetto che si deve a tutti e, anzitutto, a ciò che ci ricorda che la vita di ciascuno di noi transita ed è diversa dalle altre ma, seppure unica e speciale, interconnessa alle altre

E’ stato Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS, a premiare i vincitori delle sette sezioni - narrativa, poesia, disegno, pittura, scultura, fotografia e opera grafica digitale - de Il Volo di Pegaso, che per la prima volta distingue in più categorie i partecipanti, includendo i professionisti, insieme a principianti e minori.

Presenza, quella del prof. Ricciardi, che sottolinea l’attenzione dell’ISS per la sensibilizzazione su un tema complesso come le malattie rare, con l’ideazione e la promozione di un Concorso nato dieci anni fa con Domenica Taruscio, direttore del Centro Nazionale Malattie Rare, per dare voce e spazi di espressione alle persone con malattie rare e ai loro familiari.

Durante l’intera giornata è stato possibile vedere la virtual exhibition con le opere ammesse alla IX edizione del Concorso artistico-letterario Il Volo di Pègaso, a cura dell’Associazione MatEr.

Successivamente alla Cerimonia, l’evento congiunto è proseguito con la Tavola Rotonda moderata dall’On.le Paola Binetti, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per le Malattie Rare, “Nuovi linguaggi per la ricerca” nella quale sono state presentate esperienze e condivise le opportunità offerte dai nuovi linguaggi per la ricerca, parola chiave del Rare Disease Day 2017: concorsi, corti cinematografici, campagne di comunicazione realizzate da e con i pazienti per le malattie rare e non solo.

Nel pomeriggio, il convegno Gli European Reference Network aprono nuovi orizzonti per la Ricerca?, moderato dalla giornalista Barbara Gobbi de Il Sole24Ore, si è aperto con un confronto a più voci sulle reti di riferimento europee con la Presidente Onoraria di UNIAMO FIMR onlus, la Federazione Italiana Malattie Rare, Renza Barbon Galluppi, per i pazienti, la politica con l’On. Vito De Filippo Sottosegretario MIUR e l’On. Paola Binetti Presidente dell’Intergruppo parlamentare Malattie Rare, Il Dott. Giovanni Leonardi della Direzione Programmazione Ricerca Ministero della Salute i Ministeri, la Dott.ssa Domenica Taruscio Direttore del Centro Nazionale delle Malattie Rare dell’ISS, La Dott.ssa Paola Facchin della Conferenza Stato-Regioni.

L’intergruppo per le malattie rare intende proseguire l’impegno della XVII legislatura anche in quest’ultimo anno, per ottenere quanto prima il nuovo Piano per le Malattie rare 2017-2020, perché gli ERN diventino al più presto operativi e capaci di rispondere alle esigenze dei pazienti, e perché siano presto accolte tra i LEA molte patologie rare che hanno completato il loro iter di riconoscimento”, così l’On.le Paola Binetti.

Domenica Taruscio, Direttore del Centro Nazionale delle Malattie Rare dell’ISS aggiunge: gli ERN aprono sicuramente nuove strade per una migliore diagnosi cura assistenza e ricerca nelle malattie rare il CNMR dell’ISS è impegnato in prima persona per favorire questo percorso insieme a tutti gli attori del sistema.

La Presidente Onoraria di UNIAMO FIMR onlus, Renza Barbon Galluppi aggiunge, la Federazione ha sempre cercato di trasferire agli altri Paesi Membri europei l’organizzazione delle sue politiche sanitarie, socio-sanitarie e sociali perché ritenute all’avanguardia per l’universalismo e l’equità su cui si fonda il nostro SSN, ed è importante aumentare le conoscenze e sviluppare concretamente azioni di sistema europee atte allo sviluppo di politiche centrate sulla persona utili per la Comunità dei malati Rari.

Il dibattito si è focalizzato successivamente sull’interazione tra pazienti e Centri di expertise tramite gli European Patient Advocacy Groups (ePAGs), modello innovativo che Simona Bellagambi, per Eurordis Rare Disease Europe, affronterà insieme ai rappresentanti italiani ePAGs.

Il nuovo regolamento europeo sulla sperimentazione clinica è stato poi discusso in un confronto con la dott.ssa Sandra Petraglia, Direttrice dell’Ufficio Ricerca Indipendente di AIFA, Il Dott. Maurizio Agostini, Direttore Direzione Tecnico-scientifica di Farminidustria e Sara Casati, Bioeticista, Common Service ELSI BBMRI ERIC per aprire una riflessione corale su questo tema tanto importante per il progredire della ricerca nel rispetto dei pazienti.

Un pomeriggio anch’esso ricco di spunti, nel quale sarà importante integrare i contributi della comunità scientifica e della società civile, in particolare le persone con malattie rare, nell’ambito del dibattito con il quale si chiuderà la giornata.

La Cerimonia di Premiazione è stata trasmessa in diretta, in collaborazione con DottNet.it, sui canali social; video e informazioni sono disponibili su Facebook (IlVoloDiPegaso) e Twitter (@concorsopegaso).

Per informazioni: Amalia Egle Gentile 348 763 4375 - Serena Bartezzati 346 955 4495

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Comunicati stampa - CS n°17/2017 DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELL’ISS WALTER RICCIARDI Maddalena, cercare soluzioni adeguate senza rinunciare al rispetto degli standard di sicurezza nel parto

ISS, 20 marzo 2017

Partorire in Italia è generalmente un evento sicuro. Il nostro Paese in Europa è tra quelli con i migliori standard di sicurezza e sono in atto tante strategie sanitarie indirizzate a migliorare sempre più questo obiettivo. La chiusura dei punti nascita in cui ci sono pochi parti ogni anno è una di queste e non riguarda solo la razionalizzazione dei costi ma prima ancora serve a tutelare la salute della gestante e del nascituro.

Partorire in un centro che effettua un basso numero di parti è un fattore di rischio per mamma e bambino. Chiudere questi punti nascita significa evitare che in caso di complicanze gravi, ci si affidi a un centro privo di esperienza e soprattutto di risorse necessarie a gestire emergenze di tipo ostetrico o anche pediatrico.

Agli standard di sicurezza non si può derogare e laddove la logistica è sfavorevole è necessario ricercare soluzioni alternative come, per esempio, la disponibilità di un elicottero per le situazioni di emergenza o altre strategie per evitare che una situazione complessa venga affrontata con strumenti inadeguati.

È il problema logistico e organizzativo che deve essere risolto mentre agli standard di sicurezza prefissati non si può rinunciare, proprio per tutelare la salute delle donne e dei bambini.

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Comunicati stampa - Cs n°16/2017 Influenza, nell’inverno cresciuta in tutta Europa la curva di mortalità degli anziani

ISS 17/03/2017

L’Italia in testa con il 15% in più rispetto al valore atteso.
Sotto il 50% il trend di copertura vaccinale negli ultrasessantacinquenni.
Ricciardi: Senza la vaccinazione, nella popolazione fragile il virus aggredisce di più.

Lo scorso inverno all’epidemia influenzale è stato associato un tasso di mortalità nella popolazione anziana più elevato rispetto alle attese.

In base ai dati del network EUROMOMO per il monitoraggio della mortalità, a cui partecipano 19 paesi europei, si è osservato un eccesso di decessi per tutte le cause nelle ultime due settimane di dicembre 2016 e nelle prime quattro di gennaio 2017 in Italia, come in Francia, Spagna e Portogallo, per rientrare nei valori attesi a fine febbraio.

Il dato peggiore è stato osservato in Italia con un incremento stimato del 15%, e nella settimana di picco del 42%, rispetto al valore atteso e potenzialmente attribuibile all’epidemia influenzale.

A contribuire all’incremento della mortalità in questo scorcio di stagione invernale è stata la particolare virulenza dell’epidemia di virus A/H3N2 associata a una bassa copertura vaccinale negli anziani, di cui si sta osservando un decremento progressivo fino a scendere sotto la soglia del 50%, nonostante l’obiettivo minimo dell’OMS e del Ministero della Salute sia il raggiungimento del 75% della copertura tra gli ultrasessantacinquenni e tra i soggetti con condizioni di rischio.

Ogni anno nei laboratori di tutto il mondo vengono formulate diverse combinazioni dei ceppi vaccinali previsti per la stagione successiva per cercare di arginare la diffusione dell’epidemia - spiega Walter Ricciardi, Presidente dell’ISS - La campagna vaccinale è importante perché nella popolazione anziana, anche laddove la formulazione non è perfetta, è in grado di attenuare la virulenza e di favorire un decorso clinico migliore prevenendo comunque almeno il quaranta percento della mortalità. I dati europei - continua il Presidente - ci dicono anche che nei paesi dove la copertura vaccinale è maggiore e le raccomandazioni sono estese anche ad altri gruppi di popolazione l’eccesso osservato è stato di gran lunga inferiore.



L’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il Ministero della Salute, le Regioni e altri enti del Servizio Sanitario Nazionale monitora settimanalmente l’impatto della stagione influenzale e pubblica i dati aggiornati sul sito http://www.epicentro.iss.it/problemi/influenza/FluNews.asp

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Evento nascita, il Rapporto CeDAP 2014

L’ 88,8% dei parti è avvenuto negli Istituti di cura pubblici ed equiparati, l’11,2% nelle case di cura private (accreditate o non accreditate); il 62,5% si svolge in strutture dove avvengono almeno 1.000 parti annui. Il 35% dei parti avviene con taglio cesareo, con notevoli differenze regionali
Data di pubblicazione: 21/03/2017

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